ISDN
Per l'acceso
a internet nel nostro laboratorio invece del semplice doppino telefonico abbiamo
usato
la linea ISDN, esso ci ha permesso di conneterci più velocemente e ha
consentito d' integrare la trasmissione di messaggi vocali con quella di dati e
immagini.
L'architettura della rete ISDN si basa sull'idea che sul canale, grazie alla
tecnica di multiplexing a divisione di tempo possono passare parallelamente piu
dati, la configurazione più semplice dell'ISDN prevede l'interfacciamento di
tipo NT1. Esso contiene i circuiti per il test dell'ambiente locale, per l'indirizzamento
dei dispositivi collegati e per la risoluzione delle contese sul bus locale.
Nella configurazione piu completa, prevista quando il carico di lavoro e'
piuttosto elevato tra l'interfaccia NT1 e l'apparecchiatura dell'utente viene
interposto un dispositivo denominato PABX
o NT2 .
| L'acronimo ISDN (Integrated
Services Digital Network) fu adottato per la prima volta nel 1971 dal
IX gruppo di studio del C.C.I.T.T. (International Telephone and Telegraph
Consultative Committee), ora conosciuto come International Telecommunications
Union (ITU). La ITU è una organizzazione delle Nazioni Unite (United Nations) che coordina e standardizza le telecomunicazioni internazionali. La Raccomandazione originale per ISDN era nella CCITT Recommendation I.120 (1984) la quale descrive alcune linee guida per l'implementazione di ISDN. |
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Il C.C.I.T.T. stabilí due obiettivi principali:
Sviluppare un sistema che potesse portare all'utente finale dei canali digitali
in ingresso ed in uscita a 64 Kbit/s. Il numero di questi canali doveva essere
variabile per:
In pratica si aveva l’esigenza di realizzare una
rete di telecomunicazioni che fosse in grado di supportare i vari tipi di
traffico. Per questi scopi si ritenne sufficiente dedicare un canale a 64 Kbit/s
ad ogni utente (denominato canale B), più un canale di servizio (il canale D)
più lento, adibito al traffico di segnali di controllo (segnalazione) e al
traffico di comunicazioni lente del tipo a pacchetto.
Nonostante il lavoro della CCITT fosse iniziato nel 1971, non fu elaborato
nessun documento ufficiale fino al 1984, anno in cui fu pubblicato il "Red
Book". Durante questi anni, diversi paesi introdussero degli standard
proprietari (in particolare in Inghilterra la British Telecom, in California la
Pacific Bell e in Francia la Transcom), che differivano in molti punti da quello
che è lo standard attuale. Il primo servizio più o meno rispondente al "Red
Book" della CCITT apparve alla fine del 1986 ad Oak Brook, Illinois, USA.
In Italia venne costituito nell’ottobre del 1992 il "Consorzio Promotore ISDN",
allo scopo di diffondere la cultura dei nuovi servizi, per stimolare la nascita
di applicazioni innovative, attivare forme concrete per rendere familiari alla
clientela le potenzialità offerte dalle strutture della rete ISDN. Tra i
fondatori del Consorzio vi erano il gestore del servizio pubblico TELECOM ITALIA
S.P.A e molte aziende private costruttrici di prodotti per telecomunicazioni,
informatica e software applicativo.