Distrofia

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La distrofia muscolare di duchenne (Duchenne muscular dystrophy (DMD))è una malattia genetica degenerativa dei muscoli, che colpisce generalmente i maschi, tranne rarissime eccezioni. Già nell'infanzia i muscoli progressivamente si indeboliscono fino alla paralisi totale costringendo il bambino o il ragazzo alla carrozzella. E' conosciuta anche sotto il nome di distrofia muscolare più frequente e grave e viene chiamata anche distrofia muscolare pseudoipertrofica perché in molti bambini i polpacci risultano ingrossati in quanto il muscolo viene progressivamente distrutto e rimpiazzato da tessuto connettivo e adiposo.

SITUAZIONE GENICA
La distrofia di Duchenne è determinata da alterazioni di un gene localizzato sul cromosoma X. Questo gene contiene le informazioni per la produzione di una proteina chiamata distrofina. Le mutazioni, possono essere di vario tipo e comprendono sia sostituzioni nucleotidiche, sia delezioni, ma tutte hanno come effetto quello di causare l'assenza totale della proteina.  Salvo casi rarissimi la DMD colpisce esclusivamente i maschi, che possiedono un solo cromosoma X. Questo perché nelle femmine, che possiedono due copie del cromosoma, il deficit è compensato dalla presenza di un'altra copia funzionante. 

SINTOMI

I primi sintomi si manifestano intorno ai tre anni di vita. La malattia colpisce inizialmente i muscoli profondi delle cosce e delle anche, causando difficoltà nel camminare. Il bambino presenta un'andatura dondolante e tende a camminare sulle punte, ha difficoltà a rialzarsi da terra, a saltare, a salire le scale e, in generale, camminando si stanca con facilità. Generalmente verso gli 11 anni il bambino è costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Con il progredire della malattia aumentano la curvatura in avanti della spina dorsale lombare (l'iperlordosi), e, dopo quelli delle gambe, anche i muscoli delle braccia si indeboliscono. Alcuni muscoli sembrano ingrossarsi, in realtà si tratta di una reazione dell'organismo: un tessuto fibroso e poco elastico ha preso il posto del tessuto muscolare. Progressivamente, la degenerazione dei muscoli colpisce il cuore e i muscoli respiratori.
Anche se tutti i muscoli vengono colpiti dalla distrofia, il danno più grave è dovuto alla degenerazione di muscoli vitali dell'organismo, soprattutto i muscoli respiratori ( diaframma e muscoli intercostali) il cuore. I muscoli respiratori si indeboliscono progressivamente fino a rendere necessaria l'assistenza respiratoria. Il cuore essendo un muscolo risente dei danni causati dalla DMD, presentando problemi cardiaci abbastanza comuni nei pazienti. Un altro danno importante può essere causato dall'eccessiva curvatura della spina dorsale.
Nella stragrande maggioranza dei casi, le capacità mentali del paziente rimangono inalterate. In alcuni casi, molto rari, si è osservato un ritardo mentale in pazienti affetti da DMD.

DIAGNOSI
All'esame clinico, uno dei criteri per cui il medico può sospettare la DMD è il cosiddetto segno di Gowers, cioè il modo particolare con cui il paziente distrofico si alza da terra o dalla posizione seduta: il tronco è flesso verso le cosce e il paziente si alza utilizzando soprattutto la forza delle braccia poste sulle ginocchia. Può essere anche importante l' identificazione del carattere ereditario della malattia mediante la ricostruzione dell'albero genealogico. Alcuni esami di laboratorio permettono di mettere in evidenza il danno muscolare. Un valore importante nelle analisi del sangue è quello della creatin-chinasi: si tratta di un enzima che normalmente è presente solo nel muscolo, ma che viene liberato nel sangue quando esiste danno muscolare
Due accertamenti più precisi sono la biopsia muscolare, -cioè l'analisi al miscroscopio di un minuscolo pezzo di muscolo prelevato sotto anestesia- che permette di verificare la presenza di fibre degenerate, e la diagnosi molecolare. Quest'ultima premette di stabilire con esattezza se esistano anomalie a carico del gene per la distrofina, partendo da un semplice prelievo di sangue.La diagnosi molecolare si può effettuare anche su campioni di villi coriali, il che permette l'identificazione della malattia entro il terzo mese di gestazione.

TERAPIA
Attualmente non esiste una cura per queste distrofie. Un trattamento da parte di personale specializzato, la fisiochinesiterapia, generale e respiratoria, la chirurgia ortopedica selettiva, i controlli cardiologici e soprattutto l'assistenza respiratoria permettono comunque di limitare gli effetti della malattia, di prolungare la durata della vita e di mantenere un buon stato generale.  L'assistenza di un ortopedico è molto importante per i pazienti DMD. In alcuni casi, l'ortopedico potrà raccomandare un'operazione chirurgica allo scopo di fissare la spina dorsale per limitarne la curvatura. Questa operazione non ferma la progressione della distrofia, ma può aiutare a migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza dei pazienti.

 La DMD è purtroppo una malattia molto grave, e, anche se le attuali terapie permettono di prolungare la sopravvivenza dei malati e di migliorare le loro condizioni, al momento attuale per la maggior parte dei pazienti l'aspettativa di vita non supera il venticinquesimo anno di età. Tuttavia, in tutto il mondo si assiste ad un'enorme sforzo di ricerca per comprendere meglio le cause i questa malattia e per trovare una cura efficace.  

TRASMISSIONE

 Come tutte le malattie a trasmissione recessiva legate al cromosoma X la DMD si manifesta solo nei maschi e viene trasmessa da donne sane portatrici del gene difettoso. Non esistono invece maschi portatori sani per la DMD, questo significa che un padre che non è affetto da DMD non avrà nessuna possibilità di trasmettere il gene difettoso ai figli.
Dall'unione fra una donna portatrice sana e un uomo normale, ad ogni gravidanza esiste 1 possibilità su 2 che nasca un figlio maschio malato. Le figlie femmine avranno il 50% di probabilità di nascere portatrici sane, e il 50% di probabilità di nascere normali (senza il gene difettoso). In una piccola minoranza di donne il cromosoma X che contiene il gene sano non funziona. Queste donne quindi possono sviluppare la DMD. Si tratta comunque di casi estremamente rari, tanto che nella pratica questa possibilità si considera quasi nulla. Alcune portatrici possono invece mostrare dei lievi sintomi della patologia, come l'aumento delle creatin chinasi nel sangue, una certa debolezza muscolare e l'ingrossamento dei polpacci. Di per sé, però, questi sintomi non indicano che una donna sia portatrice della DMD. L'unico modo preciso per accertarlo è l'analisi genetica.  Se in una famiglia ci sono casi conosciuti di queste malattie, grazie alla consulenza genetica è possibile conoscere con precisione il rischio di trasmettere ai figli la malattia. Circa il 70-80 per cento delle portatrici sane può essere facilmente identificato mediante il dosaggio della creatin-chinasi nel sangue e attraverso l'analisi del DNA.Inoltre, è possibile effettuare la diagnosi prenatale su feti di genitori a rischio. Si calcola che un terzo circa dei casi di DMD nasca da madri che non sono portatrici sane. In questo caso, la malattia è dovuta ad una nuova mutazione del gene per la distrofina, che non è stata trasmessa dai genitori. Purtroppo quest'eventualità non si può prevedere.E’ però possibile stabilire se un malato di DMD ha ereditato la malattia dalla madre o se si tratta di una nuova mutazione. L'unico modo per accertarlo è effettuare l'analisi sul DNA della madre, per escludere che sia portatrice.